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IN TOSCANA GLI
IMPRENDITORI NON RISCHIANO
AUMENTA IL RISCHIO DI COLONIZZAZIONE
Il Censis ha elaborato un rapporto
sull'economia toscana per conto della Regione, e il
presidente Martini lo presenterà il 1° luglio al Palazzo
dei Congressi ad esponenti del mondo politico, economico e
culturale.
Lo studio fornisce dati molto positivi, che
però alla fine potrebbero diventare negativi. In sintesi
risulta che in Toscana si sta bene, la qualità della vita
è alta, il reddito è soddisfacente, l'ottimismo è
notevole, l'appagamento collettivo è alto. Quindi dovremmo
essere tutti allegri e contenti. E invece no: secondo le
leggi dell'economia, il futuro è di chi sta male e quindi
lavora accanitamente per migliorare la sua situazione. Chi
sta bene, invece, corre il rischio di rallentare
(giustamente) i ritmi, e di lavorare cinque ore invece di
quindici. Insomma, secondo il Censis, sta diminuendo la
propensione al rischio e all'innovazione.
Insomma, l'imprenditore che ha una bella
casa nel Chianti, preferisce occuparsi dell'orto piuttosto
che fare debiti per ingrandire l'azienda. Siamo tutti
d'accordo nel dire che ha ragione e fa benissimo, ma sul
piano economico questo può creare dei problemi, perché il
ritmo produttivo rallenta e i numerosi individui ancora
insoddisfatti ne approfittano, lavorano quindici ore,
creano nuove aziende o fanno crescere quelle che hanno
già. Insomma, il problema è stimolante. Noi viviamo in un
sistema che non è perfetto ma è certamente il migliore
possibile.
Ebbene, in questo sistema non c'è un punto
d'arrivo. Bisogna produrre, migliorare, consumare.
Occuparsi dell'orto, andare a pescare, giocare a golf può
essere pericoloso. Che si fa? Sentiremo le opinioni degli
interessati, dopo la presentazione ufficiale del rapporto. |