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ANCHE IL PARCO DELLA
VALDORCIA
DIVENTERÀ PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITÀ

Il Parco artistico, naturale e culturale
della Val d'Orcia (già Area Naturale Protetta di Interesse
Locale) è uno dei siti candidati per il 2004 ad entrare a
far parte del patrimonio mondiale dell'umanità. La
richiesta sarà presentata dal Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, in un convegno che si terrà presto a
Tokyo.
Il piano presentato per la candidatura,
giudicato un esempio di gestione ecocompatibile del
territorio dallo stesso ministero, è uno dei progetti più
importanti al quale ha lavorato in questi ultimi tre anni
la Val d'Orcia srl, società che si occupa dell'ideazione e
realizzazione di progetti d'area finalizzati, oltre a
studi e ricerche delle potenzialità produttive
territoriali e ambientali, alla promozione dei prodotti
agricoli e artigianali, offerta turistica, itinerari
agro-turistici-culturali e attività culturali dell'intera
area.
In provincia, oltre al Centro storico di
Siena, fanno parte del patrimonio anche San Gimignano e
Pienza. Con la nuova candidatura del Parco della Val d'Orcia
saranno ben quattro i siti inseriti in tutta la provincia,
e non c'è chi veda l'importanza di una sinergia fra il
Parco e Pienza. È ovvio che la gestione del Parco dovrà
essere molto attenta, e bisognerà evitare per il futuro
iniziative come la costruzione della orripilante zona
artigianale di Gallina. Recentemente sono stati introdotti
anche nuovi criteri di selezione che mirano all'inclusione
di tipologie finora poco rappresentate come i paesaggi
culturali o l'architettura contemporanea. Proprio a
partire dal 2002, infatti, non saranno ammesse più di 30
iscrizioni all'anno, di cui una quota pari al 50% è
destinata ai paesi che non sono rappresentati e un altro
50% è destinato all'applicazione dei nuovi criteri.
La Convenzione sulla protezione del
patrimonio mondiale, culturale e naturale fu firmata a
Parigi il 16 novembre 1972; da allora sono entrati a far
parte dell'UNESCO 730 siti (563 beni culturali, 144 beni
naturali e 23 beni misti) e 125 sono gli stati che ne
fanno parte. L'Italia, che oggi conta 35 siti iscritti,
entrò nel 1979 con "Arte Rupestre della Val Canonica".
La lista delle nuove candidature viene
compilata ogni cinque anni a cura del Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, che ha il compito di valutare le
singole domande ai fini della presentazione della lista
propositiva all'Unesco. |