PUNTO VERDE NEWS N°115 - GIUGNO 2003 - ANNO XVIII

Reg Tribunale Montepulciano n° 204 del 4/5/85

Direttore responsabile: Sandro Morriconi

LE NEWS DI QUESTA SETTIMANA

Contro la costituzione e contro l'occupazione i limiti imposti dai comuni alla...

"Terme Aperte", un'occasione da non perdere, tutti alla scoperta dell'acqua calda

Il giardino di Iris, un gioiello in Val d'Orcia. "Le Balze" pubblica l'edizione italiana

Aumenta in modo vertiginoso l'acquisto con la Visa sui siti internet

Anche il Parco della Val d'Orcia diventerà patrimonio mondiale dell'umanità

Bottega Verde. Invito a Pienza. Sconti e omaggi in onore delle bande musicali

Calendario della settimana, feste popolari, mercati, spettacoli, concerti

Vacanze in Toscana? Ecco i consigli di questa settimana

I NUMERI ARRETRATI

 

CONTRO LA COSTITUZIONE E CONTRO L'OCCUPAZIONE
I LIMITI IMPOSTI DAI COMUNI ALLA LIBERA INIZIATIVA?

Il problema è di carattere generale, ma nasce dalla somma di tanti piccoli problemi personali, particolarmente frequenti nei nostri paesi turistici. Ogni tanto c'è un piccolo imprenditore che apre un esercizio pubblico e vuole mettere su un'azienda. Ha delle idee e vuole realizzarle. A volte sono delle idee buone, a volte sono delle idee sbagliate. Ma questo è un suo problema.

Ciò che conta è un'altra cosa: spesse volte i Comuni negano la concessione di determinate licenze, perché – ad esempio – c'è un piano che regola il settore. A volte la pubblica autorità decide solo perché ci sono gruppi di pressione che agiscono in un senso o nell'altro, ci sono organizzazioni di categoria che intervengono, ci sono occulti interessi politici.

Ebbene, questa disparità di trattamento mette i cittadini su piani diversi, e ne avvantaggia alcuni a danno di altri. Se determinate iniziative non possono essere prese, è evidente che ci sono persone che non vengono assunte. Ogni ostacolo alla libera iniziativa, in un sistema economico che si basa sulla libera iniziativa, è un contributo alla disoccupazione. Le regole che devono essere rispettate sono quelle imposte dalle leggi: e cioè dalle leggi sanitarie, dalle leggi sull'ordine pubblico, dalle leggi edilizie.

Ma quando un esercizio è a posto dal punto di vista civile e penale, non si capisce perché non possa (facciamo un esempio a caso) vendere panini o servire un bicchiere di vino. Che senso ha tutto questo? Gli esercizi pubblici non possono essere protetti.

Sarà il pubblico a scegliere. Sceglierà i migliori, e questo provocherà concorrenza e miglioramento della qualità. O no?

 

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