PUNTO VERDE NEWS N°107 - APRILE 2003 - ANNO XVIII

Reg Tribunale Montepulciano n° 204 del 4/5/85

Direttore responsabile: Sandro Morriconi

LE NEWS DI QUESTA SETTIMANA

"Truffa continua" sull'olio d'oliva. Un mistero chiamato Extra Vergine

Parte il progetto LIFE tra il Monte Labbro e la Valle dell'Albegna

A Torrita di Siena va in scena la storia del lavoro in Italia

Torna sull'Amiata col teatro "Memoria Utopia" la vicenda di Lazzaretti, il Santo...

Si sviluppa il turismo in bici nel senese cominciamo a pensare alle piste ciclabili

Nasce su "Holidays" il mercatino dei prodotti tipici toscani

In preparazione un catalogo di libri dal '500 al novecento sulla Toscana

Passeggiate in Val d'Orcia. Nasce il "percorso della salute"

La conquista di un dominio internet è il segreto del successo commerciale sul web

Fra sole e pioggia continua il lungo ponte, una prova generale per l'estate in arrivo

I consigli di "Holidays in Toscana" per le tue vacanze a contatto con la natura

I NUMERI ARRETRATI

 

A TORRITA DI SIENA VA IN SCENA
LA STORIA DEL LAVORO IN ITALIA

Sabato 3 maggio alle 21.30 al Teatro degli Oscuri di Torrita di Siena va in scena "Fabbrica" di Ascanio Celestini, ottavo e penultimo appuntamento della stagione "Contemporaneamente 2003" diretta da Manfredi Rutelli.

Ascanio Celestini porta in scena la storia che ha scritto ascoltando le testimonianze di operai di tutta Italia. «La prima registrazione che ho fatto è stata con una donna entrata in Fiat prima della guerra - ricorda Celestini -. Poi ho incontrato operai della Piaggio di Pontedera, nelle cave di Sant'Arcangelo, nelle miniere del Monte Amiata».

È la storia di un capoforno alla fine della seconda guerra mondiale raccontato da un operaio che viene assunto in fabbrica per sbaglio. Il capoforno parla della sua famiglia. Del padre e del nonno che hanno lavorato nella fabbrica quando il lavoro veniva raccontato all'esterno in maniera epica.

Chi racconta il lavoro racconta qualcosa del proprio corpo. Anche quando parla del cottimo collettivo, delle vertenze sindacali e dell'articolo 18 usa un immaginario che fa riferimento al corpo. Come se per parlare di ciò che è accaduto si dovesse tradurre in un linguaggio i cui riferimenti sono la malattia e la salute, la bellezza e la deformità, la forza e la debolezza.

L'antica fabbrica aveva bisogno di operai d'acciaio e i loro nomi erano Libero, Veraspiritanova, Guerriero. L'età di mezzo ha conosciuto l'aristocrazia operaia con gli operai anarchici e comunisti che neanche il fascismo licenziava perché essi si rendevano indispensabili alla produzione di guerra.

Ma l'età contemporanea ha bisogno di una fabbrica senza operai. Una fabbrica vuota dove gli unici operai che la abitano sono quelli che la fabbrica non riesce a cacciare via. I deformi, quelli che nella fabbrica hanno trovato la disgrazia. Quelli che hanno sposato la fabbrica lasciandole una parte del loro corpo, della loro storie e della loro identità.

Fabbrica è anche un libro e un cd ed è un notevole esempio di opera teatrale contemporanea. L'autore ha poco più di trentanni, ma ha già ottenuto importanti riconoscimenti.

 

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