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"TRUFFA CONTINUA"
SULL'OLIO D'OLIVA
UN MISTERO CHIAMATO EXTRA VERGINE
Giorni
fa è uscita la notizia che viene fuori ogni tanto:
controlli dei Nas sull'olio d'oliva, qualche irregolarità,
un paio di aziende sotto inchiesta. Poi più niente. Ci
sarà un'altra notizia del genere fra qualche mese, ma
nulla cambierà.
E le cose continueranno come prima. Noi ne
abbiamo parlato spesso, ma la situazione è troppo
complessa, e tutto sembra predisposto perché si possa
truffare con pochissimo rischio. In pratica si fa passare
per olio toscano di fattoria (magari a denominazione
d'origine protetta) olio proveniente da altre regioni e da
altre nazioni, che costa molto meno.
Con questo giochino si guadagnano milioni
di euro e non si rischia quasi niente, perché sempre di
olio si tratta, quindi il reato è molto modesto, rispetto
ai guadagni che si fanno. Questa cosa la sanno tutti gli
addetti ai lavori, le cisterne le vedono tutti e i nomi
dei commercianti e delle aziende agricole specializzate
nel giochino li conoscono tutti.
I turisti che vengono in Toscana sono
convinti di comprare olio toscano, lo pagano per toscano,
ma in realtà comprano lo stesso olio che nei supermercati
costa 4 euro al litro, cioè olio extra vergine prodotto in
zone dove il prodotto costa molto meno. Le leggi sono
complicate e fatte apposta per favorire l'industria contro
i piccoli produttori. I controlli sono pochi e difficili.
Per esempio: l'olio ottenuto dalla
spremitura delle olive si divide in quattro categorie,
secondo il grado di acidità. Il migliore è l'extra
vergine, poi viene il sopraffino e il fino. Ebbene, avete
mai visto in circolazione un olio che non sia extra
vergine? Evidentemente quelli di minore qualità in qualche
modo diventano anche loro extra vergine. In che modo?
Qualcuno ce lo sa spiegare? Sono mai stati fatti controlli
di questo tipo? |