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PER BERLUSCONI COMINCIA DA MONTALCINO
LA CONQUISTA DELLA TOSCANA
La frequentazione del
salotti vip è piuttosto noiosa ma è la strada più facile
per arrivare all'origine delle notizie. Berlusconi ha
comprato il castello di Velona a Montalcino, e la cronaca
ha subito fatto riferimento alla caccia che si scatenerà
per conquistare le prime 35 mila bottiglie di Brunello con
la firma del presidente. Ignorando la trattativa segreta
in corso con la famiglia Agnelli per rilevare il grande
Château Margaux, uno dei cinque premier crûs bordolesi.
Investire in aziende agricole che producono vini di
successo non è una novità. Basta guardare i Rothschild che
da tempo immemorabile sono proprietari di Château Lâfite e
di Château Mouton nel Bordeaux, e poi sono sbarcati in
California per creare il leggandario "Opus One". Ma
l'aspetto più interessante dell'operazione-Montalcino non
è vinicola ma politica. Si sa che Berlusconi punta a tempo
alla conquista della Toscana. Si è reso conto che la cosa
non è facile, un po' per la forza della tradizione e un
po' perché la Toscana ha una classe dirigente di livello
che sa amministrare. Quindi Berlusconi ha deciso di
aggirare l'ostacolo e tentare la strategia della simpatia
nella quale è imbattibile. E comincerà da Montalcino. Dopo
il presidente operaio avremo il presidente contadino che
scenderà nelle vigne a spiegare come si pota e come si
concima. Andrà in giro per poderi e castelli per
recuperare simpatie e conquistare voti a via di pacche
sulle spalle, per spiegare come si fa l'agriturismo ed
anche per cercare personaggi in grado di guidare
l'operazione di conquista, sostituendo l'attuale classe
dirigente. Ospiterà in Toscana statisti da tutto il mondo
e il turismo crescerà. E questo forse avrà il suo peso
politico: che è lo scopo finale dell'operazione cominciata
a Montalcino.
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