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MERCOLEDÌ CHIANCIANO PUBBLICA
IL BANDO PER LA PRIVATIZZAZIONE DELLE TERME
Mercoledì
prossimo il Consiglio comunale di Chianciano approverà il
documento di indirizzo per la pubblicazione del bando per
la privatizzazione delle Terme. È stato definito un
Consiglio di "portata storica", ma non c'è da farsi
illusioni. L'indirizzo approvato dal Comune dovrà passare
alla Regione, Poi all'assemblea degli azionisti. E quando
tutti si saranno dichiarati d'accordo, il bando verrà
pubblicato. Dopo di che bisognerà aspettare che qualcuno
risponda. In altre parole: il Comune pone delle condizioni
per cedere ai privati la gestione delle Terme, ma è
indispensabile trovare dei privati disposti ad accettare
le condizioni proposte. E poiché la legge fondamentale
dell'impresa privata è il profitto, le condizioni poste
dal bando dovranno essere tali da garantire ai gestori la
possibilità di guadagnare. Ovviamente il profitto ci sarà
se le Terme verranno gestite nel modo giusto, e quindi il
profitto dei gestori sarà l'unica vera garanzia per la
città e il territorio. Ma sembra che questo concetto
elementare non sia facile da capire, soprattutto dopo aver
seguito le discussioni che hanno preceduto la preparazione
del bando. Si sono fatte discussioni raccapriccianti su
argomenti insensati (il dibattito sulla prevalenza della
cura dell'acqua sui trattamenti di bellezza è di
un'assurdità esemplare). Problemi squisitamente tecnici e
di marketing sono stati discussi da rappresentanti di
partiti e partitini, per cui probabilmente si è arrivati a
un bando che è frutto di compromessi politici e di piccoli
interessi di potere. Per cui ci troveremo che un bando
discusso in base a una visione provinciale molto
ristretta, da persone che hanno contribuito alla crisi in
cui si trova Chianciano, verrà proposto a gruppi
finanziari con una visione ampia e moderna del mercato, e
con l'inevitabile necessità di rifare tutto daccapo.
Quindi non ci illudiamo. Speriamo che tutto vada bene, ma
ricordiamoci che i gestori delle Terme dovranno investire
(e rischiare) decine di milioni di euro, dovranno rendere
conto ai loro azionisti dei criteri di investimento, e non
potranno tener conto delle esigenze espresse da questo o
quel partito politico. La gestione di un grande centro
termale è una cosa seria. Negli ultimi anni la crisi è
stata combattuta riducendo lo spessore delle fette di
mortadella servite ai clienti o risparmiando sulla qualità
della carta igienica. Privatizzare vuol dire cambiare
tutto. Se non si accetta questo principio fondamentale,
sarà difficile trovare una soluzione.
CERCHIAMO UNA SOLUZIONE
AL PROBLEMA DELLA CACCIA
Ogni
tanto torniamo sul problema della caccia. Un problema che
c'è e che nessun politico si decide ad affrontare con
coraggio e fantasia, perché tutti fanno il conteggio dei
voti, e i cacciatori –anche se sono sempre meno-
costituiscono un gruppo organizzato, mentre tutti gli
altri sono dispersi e trasversali, anche se sono molti di
più. In questi giorni il problema si sente poco, perché la
selvaggina è già finita e quella che si è salvata ormai si
è nascosta dove nessuno riuscirà a scovarla. Ma durante le
vacanze di Natale abbiamo assistito a scene selvagge, con
gente urlante nei boschi e cani impazziti. I fringuelli
sono stati fatti fuori, con la famosa deroga alla
legge
europea (complimenti al rappresentante regionale di Forza
Italia per la diabolica abilità politica dimostrata) ma
sul giornale si legge in questi giorni che se tratti male
un gatto noioso rischi sei mesi di carcere. Non capisco
perché si può sparare a un fringuello e non si può
maltrattare un gatto senza rischiare un processo. Insomma,
il problema della caccia è quello di rendersi conto che
non si può sparare in mezzo alla gente, che non è sensato
autorizzare l'uso delle armi a 150 metri alle case abitate
(che possono essere alberghi di campagna, agriturismi,
fattorie intorno alle quali si lavora e si passeggia).
Bisogna creare zone dove si esercita la caccia e zone dove
si esercita la normale vita civile, zone dove si spara e
zone dove si vive tranquillamente. Ignorare questa
esigenza non ha senso. Qui non si tratta di essere contro
una categoria a favore dell'altra, non si tratta di
mettere cacciatori contro agricoltori, e neppure di fare
del falso pietismo, quando si sa che tirare il collo a una
gallina, ammazzare il maiale o allevare vitelli per
ammazzarli, sul piano etico sono la stessa cosa. Non c'è
bisogno di cambiare il mondo, basta evitare di spararci
addosso.
MILLE LIBRI DAGLI ANNI '20 AL 2000
NEL NUOVO CATALOGO DELLA "ANTICA LIBRERIA"
Una
buona occasione per chi ama i libri e la letteratura: sta
uscendo il nuovo catalogo dell'ANTICA LIBRERIA TOSCANA
dedicato alla narrativa e alla poesia del secolo scorso.
Quindi molte decine di prime edizioni, un vasto
assortimento sul futurismo, Montale, Ungaretti, quasi
tutto Luzi, quasi tutto D'Annunzio. Un catalogo
eccezionale, frutto di anni di ricerche. Ma c'è di più: al
catalogo (che si chiama "Cartacanta") è allegato un altro
catalogo di 64 pagine dedicato alle occasioni: più di
mille titoli, dagli anni '20 fino alla fine del secolo
scorso, a prezzi fissi tra i 5 e i 20 euro. I due
cataloghi escono insieme e in fretta (è appena partito
infatti il catalogo dedicato alla Toscana) per un motivo
particolare: le Poste Italiane hanno abolito le tariffe
ridotte riservate ai cataloghi e le hanno raddoppiate in
pratica senza preavviso, aggiungendo anche tutta una serie
di modifiche di carattere grafico. È evidente che tutte le
aziende del settore hanno dovuto completare in fretta
tutte le pubblicazioni in preparazione, per evitare il
rischio di non poterle utilizzare e naturalmente per usare
fino all'ultimo le tariffe agevolate. Il problema è
grosso, ora le Poste sono privatizzate e quindi ragionano
in termini di profitto (discorso che si ricollega a quello
fatto su Chianciano nella notizia di apertura). Non è il
caso di parlarne in questa sede, e limitiamoci a segnalare
la buona occasione che il catalogo rappresenta. Chi vuole
ricevere senza impegno "Cartacanta" può telefonare allo
0578 757 317 o mandare una e-mail a
libri@studiomorriconi.com. In futuro, evidentemente, i
cataloghi potranno essere mandati solo agli interessati.
Non è indispensabile che facciano acquisti, ma che almeno
lo leggano senza buttarlo via.
ESPERTI DA TUTTO IL MONDO
PER L'ANTEPRIMA DEL VINO NOBILE
"Anteprima"
del Vino Nobile di Montepulciano mercoledì 12 e giovedì 13
febbraio. Buone notizie per la vendemmia 2002: leggero
aumento per il Nobile (+3%) con un trend ascendente nelle
vendite: notevole per il Rosso (+ 35%). Nella stessa
occasione il Consorzio del Nobile assegnerà la "stelle"
all'ultima vendemmia. Nelle due giornate, a cui come di
consueto parteciperanno i più importanti giornalisti
specializzati del settore enologico e qualificati
operatori (agenti, distributori, ristoratori, proprietari
di enoteche) provenienti da tutto il mondo, saranno
proposte in degustazione anche le annate Riserva 1999 e
2000, pronte ad essere immesse sul mercato dopo
l'invecchiamento previsto dal disciplinare. A causa
dell'indisponibilità del Teatro Poliziano, in fase di
ristrutturazione, gli ospiti saranno accolti a Palazzo
Ricci, situato a due passi da Piazza Grande. Il programma
prevede l'arrivo dei partecipanti a Chianciano Terme alle
19.00 di mercoledì 12 febbraio. Alle 20.00, presso l'Hotel
Ambasciatori, Alamanno Contucci, Presidente del Consorzio,
rivolgerà il consueto saluto di benvenuto agli ospiti;
giovedì 13 febbraio la manifestazione si trasferirà a
Montepulciano dove, nella Sala dei Concerti di Palazzo
Ricci (di proprietà comunale, attualmente sede
dell'Accademia Europea della Musica e delle Arti) ed in
quelle attigue, le aziende presenteranno i loro vini e
sarà possibile degustare il 2002 in anteprima e le due
annate giunte a maturazione. Dopo il pranzo, preparato
dalle abili massaie della Nobile Contrada di Talosa, si
svolgeranno le visite programmate alle aziende; venerdì 14
sarà invece la volta degli operatori specializzati.
Aumenta ancora il numero delle aziende presenti che quest'anno
sono trenta (contro le 27 del 2002): Avignonesi, Bindella,
Boscarelli, Canneto, Cantine Innocenti, Carpineto, Casa
Vinicola Triacca, Contucci, Corte alla Flora, Crociani,
Dei, Fassati, Fattoria del Cerro, Fattoria di Palazzo
Vecchio, Gracciano Svetoni, I Cipressi, La Braccesca, La
Calonica, La Ciarliana, Lodola Nuova, Poggio alla Sala,
Poliziano, Romeo, Salcheto, Tenimenti Angelini, Tenuta di
Gracciano della Seta, Tenuta Il Faggeto, Tenuta
Valdipiatta, Vecchia Cantina di Montepulciano e Villa
S.Anna. (Nell'immagine, una rara incisione del Palazzo
Pubblico in piazza Grande, da "Les Villes de Toscane" di
Jules Gourdault).
PIENZA ONORA IL SUO PAPA
NEL SECENTENARIO DELLA NASCITA
Il
1° febbraio si insedierà a Pienza il comitato scientifico
che da qui al 2005 dovrà organizzare le celebrazioni per
il sesto centenario della nascita di Enea Silvio
Piccolomini. Sarà la grande occasione per il rilancio di
Pienza nel quadro della sua autentica vocazione: città
simbolo d'arte e di cultura. Il comitato sarà presieduto
dal prof. Paolo Prodi, fratello di Romano Prodi e insigne
storico autore dell'opera "Il Sovrano Pontefice" nella
quale la figura di Pio II assume un ruolo centrale per il
contributo dato alla nascita dello Stato moderno. È
interessante ricordare che il comitato per le celebrazioni
del quinto centenario fu presieduto da Giovanni Pascoli.
Pienza sarà il nucleo di un'operazione di vasto respiro,
che coinvolgerà molte città e numerose istituzioni. Sarà
soprattutto l'occasione per mettere in evidenza la
grandezza di Pio II e l'importanza delle sue intuizioni
politiche, della sua abilità diplomatica ma anche della
sua cultura scientifica. Basti ricordare che Cristoforo
Colombo partì per le Indie portandosi dietro la
"Cosmografia" di Pio II (che si conserva in Spagna con le
annotazioni del navigatore); e più ancora si approfondirà
la lunga trattativa con Maometto per tentare
l'unificazione dei due imperi. A Pienza sarà aperto un
nuovo museo che avrà lo scopo di valorizzare la città
protagonista di una delle rivoluzioni urbanistiche più
importanti di tutti i tempi. Il nostro Studio esporrà una
copia dell'opera omnia di Enea Silvio Piccolomini stampata
nel 1551 a Basilea, dov'è stata recentemente acquistata a
un'asta. (Nell'immagine, dettaglio di un affresco del
Pinturicchio alla Libreria Piccolomini di Siena). |