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UN "PUNTO VERDE" SULLA CARTA DELLA
TOSCANA
PER
DIFENDERCI DALL'ASSALTO DEGLI SPECULATORI
Torna "Punto Verde" e ne
approfittiamo per "fare il punto". Un notiziario
telematico che ogni lunedì arriva sulla posta elettronica
degli addetti ai lavori, cioè di chi si occupa di attività
turistiche e commerciali legate alla campagna, agriturismi,
ristoranti, aziende agricole. Ad alcuni queste cose
interessano, ad altri no. Chi non vuole ricevere "Punto
Verde" deve semplicemente cliccare sul messaggio di posta
elettronica che è predisposto in fondo al testo e il suo
indirizzo verrà cancellato. "Punto Verde" si occupa
prevalentemente di fatti che riguardano il Senese e in
particolare Val d'Orcia e Val di Chiana, ma non è un
giornale di cronaca. Attraverso la cronaca, "Punto Verde"
pone dei problemi che riguardano tutti e invita alla
riflessione. Una notizia di cronaca che riguarda un
paesino pone spesso un problema che interessa la comunità.
Facciamo qualche esempio: Bagno Vignoni (nella foto) è uno
dei centri termali più belli d'Italia, ha una famosa
sorgente d'acqua calda, ha ospitato Santa Caterina,
Lorenzo de' Medici, Federico Barbarossa. Ora,
improvvisamente, si scopre che la leggendaria sorgente non
dà più acqua. Una storia millenaria finisce, le terme
chiudono, gli alberghi diventano appartamenti. È una
notizia che apparentemente riguarda solo un paesino, ma in
realtà riguarda tutti, perché è il segno clamoroso della
speculazione violenta con cui stiamo distruggendo
l'ambiente. Chi ha distrutto la vena sotterranea che da
millenni portava l'acqua a Bagno Vignoni? Perché questo è
accaduto in una zona che dovrebbe essere protetta da un
Parco artistico e culturale? Lo stesso Parco che non
ostacola la costruzione di una assurda zona artigianale a
Gallina, difesa dal Comune col miraggio di 50 posti di
lavoro (che andranno eventualmente ad altrettanti
albanesi, perché di mano d'opera locale non ce n'è). Siamo
assaliti dagli speculatori. Il quotidiano "la Repubblica"
di oggi (domenica) pubblica un'inchiesta sulle truffe nel
settore alimentare. Ebbene, noi qui assistiamo in silenzio
a una dilagante e spudorata serie di truffe quotidiane:
ormai la verdura è tutta biologica, il lardo è tutto di
Colonnata, i salumi sono tutti di cinta senese, le erbette
essiccate sono tutte raccolte nei campi (e invece arrivano
dall'Estremo Oriente), l'olio d'oliva è tutto toscano (ma
sulle strade è un via vai di cisterne che trasformano in
toscano olio di tutto il Mediterraneo, e trasformano anche
l'olio di nocciole in olio d'oliva). E il rispetto
dell'ambiente? A Pienza è scoppiata una polemica perché
una mattina la celebre piazza è stata riempita di
spaghetti, maccheroni e cornetti per girare uno spot
pubblicitario. Ma si può? Il Duomo coperto di fettuccine,
palazzo Borgia trasformato in un bancomat. I verdi hanno
protestato parlando di offesa alla fame del mondo, ma il
problema non è questo: una piazza come quella di Pienza
non può essere violentata in questo modo. Non sappiamo
quanto abbia preso il Comune (i commercianti pagano cifre
salate per mettere vasi di fiori davanti ai loro negozi)
ma è abbastanza incredibile che la Curia abbia preso due
milioni per trasformare lo spazio davanti al Duomo in un
piatto di spaghetti all'amatriciana. Insomma, per
concludere: i cittadini non devono limitarsi a protestare
sottovoce. Non devono neppure accontentarsi di fare
girotondi che non servono a niente. C'è solo la stampa che
può farsi portavoce del loro malessere. Ecco il motivo per
cui anche un piccolo "Punto Verde" sulla carta geografica
della Toscana può essere utile. E per oggi basta. Le
notizie al prossimo numero. |