PUNTO VERDE NEWS N°128 - NOVEMBRE 2003 - ANNO XVIII

Reg Tribunale Montepulciano n° 204 del 4/5/85

Direttore responsabile: Sandro Morriconi

LE NEWS DI QUESTA SETTIMANA

Agriturismo in crisi: ma di chi è la colpa? Tutti i risultati di un convegno

Gli americani alla scoperta dei migliori vini toscani dell'anno

Sabato a Chianciano Terme convegno su Iris Origo

Manifestazioni in programma sull'Amiata in vista delle feste di Natale

A Rigomagno festa dell'olio e gemellaggio fra bruschetta e champagne

Acquisti di Natale a metà prezzo. L'importante è pensarci adesso

Pubblicato il nuovo catalogo di libri rari toscani dal '500 al '900

Holidays in Toscana consiglia…

I NUMERI ARRETRATI

 

AGRITURISMO IN CRISI: MA DI CHI È LA COLPA?
TUTTI I RISULTATI DI UN CONVEGNO

I risultati del Convegno che ha avuto luogo a Siena sui problemi dell'agriturismo sono un'occasione preziosa per riflettere sul problema e trarne le dovute conclusioni. La crisi c'è, bisogna capirne le origini e cercare le soluzioni per ridurre i danni. Ogni imprenditore, piccolo o grande, può e deve farlo. Presenze in lieve calo secondo la Provincia (-2%), ma solo grazie all'emergere del "sommerso". In realtà l'eccessiva crescita dell'offerta (+16% in Toscana nel solo 2003) e l'arretramento della domanda estera hanno aperto nei registri della aziende buchi di -30% rispetto al 2002. Da qui la necessità di riposizionare sul mercato il nostro agriturismo in funzione delle nuove esigenze di brevità dei soggiorni e di difendere l'autenticità del prodotto. C'erano tutti ad assistere al convegno organizzato dall'Anpa Toscana in collaborazione con la Libera Associazione Agricoltori Senesi presso la Camera di Commercio di Siena e dedicato a "L'agriturismo toscano tra ruralità, legalità, ambiente: tre idee per uscire dalla crisi": operatori, pubblici amministratori, banchieri, politici, intermediari commerciali, istituzioni. Il tema del resto era di quelli "caldi". Tanto caldo che sono stati in tanti, quest'estate, gli imprenditori rimasti scottati dalla crisi in cui è precipitato un settore, quello dell'agriturismo, troppo facilmente ribattezzato negli ultimi anni una gallina dalle uova d'oro e una fonte di facili guadagni.

L'argomento è stato introdotto dal Presidente della Repubblica con un lungo telegramma indirizzato al presidente dell'Anpa Toscana, Bruno Olmastroni, nel quale Carlo Azeglio Ciampi ha sottolineato le valenze dell'ospitalità agrituristica quale elemento fondamentale per la tutela del paesaggio, delle tradizioni, dell'architettura rurale e delle produzioni agricole italiane. Poi si sono misurati l'assessore al turismo del comune di Siena, nonché imprenditrice agricola e agrituristica, Donatella Cinelli Colombini; il consigliere del ministro Alemanno, Donatella Santinelli; il consigliere dell'Ismea, Fulvio Mamone Capria; il presidente della commissione agricoltura del Consiglio Regionale, Fabio Roggiolani e il presidente nazionale dell'Anpa, Furio Camillo Venarucci. Base della discussione, il corposo documento sulle linee guida della nuova legge regionale e dei relativi, emanandi regolamenti di attuazione inviato dal responsabile per l'agriturismo dell'assessorato all'agricoltura della Regione, Renzo Spegnesi. Sul tappeto, il calo delle presenze del 20%, 30% e anche 40% lamentato quest'anno dalle aziende di tutta la Toscana, dovuto anche all'ennesimo balzo in avanti dell'offerta, passata dalle 1950 aziende autorizzate in Toscana nel 2001 alle 2300 del 2002 e alle 2600 di quest'anno, con un aumento di oltre il 16% in dodici mesi che ha costretto gli operatori a dividersi una torta divenuta troppo piccola per sfamare tutti.

Interessanti le opinioni espresse da Donatella Cinelli Colombini, che vede il problema come assessore e come imprenditrice. Occorre riposizionare subito il nostro prodotto sul mercato, tenendo conto di una domanda che chiede soggiorni sempre più brevi, senza tuttavia rinunciare al requisito fondamentale di un'autenticità del soggiorno agrituristico che sia anche percepita dall'ospite: e non, come spesso accade, data per implicita (in sostanza gli agrituristi si annoiano e sono delusi da quello che trovano, il che può essere la ragione del soggiorno medio limitato a soli due giorni). Un concetto cui ha fatto riferimento anche Bruno Olmastroni quando, introducendo i lavori del convegno, ha richiamato il recupero della ruralità, il principio della legalità e l'insostituibile valore aggiunto offerto dall'ambiente come condizioni essenziali per la valorizzazione di un'offerta agrituristica davvero legata alla campagna e all'azienda agraria. Gli ha fatto eco Donatella Santinelli, confermando la gravità dei dati in suo possesso sul calo delle presenze (con punte di 40%) e l'impegno del ministro Alemanno nella difesa a oltranza della tipicità del prodotto agricolo italiano, ivi incluso l'agriturismo. Troppi investimenti speculativi ha sottolineato Fabio Roggiolani in questo comparto, divenuto territorio di conquista di grandi gruppi finanziari.

Legame inscindibile tra attività agricola e attività agrituristica in termini di connessione e di complementarità, contenimento del numero dei posti letto, obbligo dell'uso prevalente di prodotti propri o locali: questi i principi ispiratori della nuova legge regionale sulla materia approvata nel giugno scorso, e di cui sono in discussione i regolamenti di attuazione, illustrati nella sua relazione dal dirigente della Regione Toscana, con delega per l'agriturismo, Renzo Spagnesi. In realtà sappiamo bene che di prodotti aziendali, ai turisti, ne vengono serviti ben pochi. È molto più comodo fare la spesa alla Coop, e il turista se ne accorge.

Notizie importanti per il futuro del settore sono emerse, durante il convegno, anche dalle testimonianze dirette degli operatori agrituristici. Uno, in particolare, l'elemento sul quale gli addetti ai lavori dovrebbero confrontarsi con attenzione: la crisi del 2003 - una crisi strutturale destinata a prolungarsi, sebbene forse in termini meno pesanti, anche per la stagione 2004 - ha condotto non solo all'uscita di molte aziende dal mercato e ad una brusca interruzione degli investimenti nel settore, ma anche alla chiusura di una considerevole percentuale delle agenzie di intermediazione che nell'arco di un decennio erano nate in Italia e all'estero, contribuendo in modo decisivo all'espansione capillare dell'offerta (ma rastrellando anche buona parte degli utili). Il sistema distributivo del prodotto agrituristico si è letteralmente destrutturato, è stato detto, lasciando moltissime aziende prive della possibilità materiale di accedere alla potenziale clientela. Ma vorremmo aggiungere che molte aziende hanno risolto il problema via internet. Non è facile ma si può.

• Per informazioni: Libera Associazione Agricoltori Senesi
• tel. 0577/271856 fax 271876
• E-mail:
liberaassociazioneagrico@tin.it

 

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