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San Quirico d'Orcia

San Quirico d’Orcia è uno di quei luoghi che merita assolutamente una visita. Il paese e i suoi dintorni offrono una serie di sorprese impreviste e suggestive. La zona di San Quirico è senza dubbio una delle più affascinanti della Val d’Orcia, ricca di storia, di luoghi, monumenti, atmosfere che lasciano senza fiato. Percorsa da un turismo ancora molto selezionato, offre anche piccoli gioielli di ospitalità e gastronomia, in una gradevole atmosfera di cordialità, efficienza e semplicità che non si può fare a meno di apprezzare.

San Quirico è un borgo antichissimo, di probabile origine etrusca, posto sulla collina che divide la valle dell’Asso da quella dell’Orcia. Diventa importante per l’influenza esercitata dalla via Francigena, che i pellegrini percorrevano per andare a Roma a chiedere indulgenze. Nel 1154 Federico Barbarossa vi accolse gli ambasciatori di papa Adriano IV per trattare la divisione dei poteri fra l’Impero e la Chiesa (e il povero Arnaldo da Brescia, considerato eretico, fu oggetto di scambio e finì presto sul rogo). La trattativa durò più di sei mesi anche perché gli ambasciatori si trasferirono nei vicini Bagni di Vignoni alternando le discussioni diplomatiche ai salutari bagni termali nelle acque calde che ancora oggi sgorgano dalla montagna e vengono utilizzate per curare artrosi, malattie della pelle e stress. Lo storico incontro è ricordato ancora oggi dalla Festa del Barbarossa, che si svolge ogni anno a San Quirico la terza domenica di giugno, con un fastoso corteo in costume, seguito da esibizioni di sbandieratori e gare con l’arco.

I Bagni di Vignone erano già noti ai romani per la qualità delle loro acque, che scaturiscono da grandi profondità alla temperatura di oltre 50° e vengono raccolte nella vasca rettangolare di 150 metri quadrati posta al centro del paese, uno dei luoghi più suggestivi della zona, da visitare soprattutto di sera, ed anche nelle stagioni fredde quando l’abbassarsi della temperatura sprigiona nebbie e vapori creando un’atmosfera di assoluta magia. Una piazza unica al mondo, inimitabile capolavoro di arte, natura e caso; un perimetro rettangolare di riflessi colorati racchiuso da una cornice di case medievali, con un palazzetto in travertino eretto dal Rossellino, ora sede dell’Albergo Le Terme, e l’insolito loggiato quattrocentesco costruito per proteggere chi veniva a curarsi nelle acque miracolose. Sotto il loggiato c’è una targa in marmo che ricorda i soggiorni a Bagno Vignoni di Caterina di Siena. Le Terme, gestite ancora oggi dalla famiglia Chigi Colonna, sono aperte da giugno a ottobre ed offrono bagni e fanghi di grande efficacia.

A San Quirico merita una visita la Collegiata dei SS. Quirico e Giuditta, costruita sui ruderi di una pieve preromanica, con tre portali molto interessanti (quello di mezzogiorno è attribuito a Giovanni Pisano). Internamente si trova collocato il polittico di Sano di Pietro (scuola senese del XV secolo). E dietro l’altare è possibile ammirare il coro ligneo di Antonio Barili intarsiatore e architetto senese (fine del 1400) un autentico capolavoro che pochi conoscono. Nel suo genere, si tratta di un’opera di importanza eccezionale. A San Quirico esistono oggi sette pannelli che fungono da schienali del coro, secondo l’adattamento eseguito da un artigiano locale nel 1794, quando il marchese Chigi li portò da Siena, recuperando quello che restava di un più ampio lavoro eseguito per la Cappella di San Giovanni nel Duomo di Siena. Il lavoro iniziale comprendeva diciannove intarsi e ci sono voluti vent’anni per eseguirli. Nei secoli successivi molti pannelli sparirono, uno finì a Vienna, altri sono forse all’esterno o in qualche villa toscana. Secondo alcuni studiosi, è verosimile che i disegni originali siano stati forniti da Luca Signorelli.

Poi c’è, naturalmente, Palazzo Chigi, fatto costruire dal cardinale Flavio Chigi nel XVII secolo. Attualmente è in corso di restauro, ma una parte può già essere visitata. E non vanno dimenticati gli Horti Leonini, realizzati da Diomede Leoni nel XVI secolo, uno dei primi esempi di giardino all’italiana, sede dal 1973 dell’Archivio italiano dell’arte dei giardini, che si prefigge lo studio e la catalogazione dei giardini storici delle ville italiane. Dalla fine di agosto a novembre gli Horti Leonini ospitano una importante mostra d’arte contemporanea che ha raggiunto ormai un meritato livello internazionale. Merita una visita anche la Madonna di Vitaleta, meglio se in occasione della tipica festa con giochi, mercato e fuochi d’artificio che si tiene la prima domenica di settembre.

Non bisogna quindi perdere l’occasione di una visita o di un soggiorno a San Quirico: il Monte Amiata, le Terme, i segni ancora vivi della via Francigena, il profilo maestoso di Radicofani col fantasma di Ghino di Tacco, la magia della Val d’Orcia col suo paesaggio segnato dalle ferite dei calanchi scavati nell’argilla, i segni di una civiltà artistica prolungata nei secoli dal tempo degli Etruschi al Rinascimento. San Quirico può essere la base per un rilassante soggiorno al centro di una zona che offre veramente l’occasione per ritrovare i luoghi antichi della memoria, per visitare città e paesi indimenticabili. Pienza è a dieci minuti, Siena a quaranta minuti, la vetta dell’Amiata a mezz’ora. In un’atmosfera di cordiale ospitalità e di rispetto per le antiche tradizioni gastronomiche.

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