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Castiglione d'Orcia
Castiglione d'Orcia, un gioiello autentico, noto come "il paese dei centenari" per la longevità dei suoi abitanti. Era una tappa d'obbligo sulla via Francigena, per chi scendeva verso Roma, e conserva ancora tutta la suggestiva atmosfera di quei tempi lontani. Da vedere: i ruderi dell'antica fortezza, la Pieve dei santi Stefano e Degna, con affreschi di scuola senese e una pregevole Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti; la chiesa di Santa Maria Maddalena con una Madonna del Vecchietta; il borgo di Rocca d'Orcia; la Chiesa di San Simeone con una Madonna del Soccorso di Bartolo di Fredi e una Madonna col Bambino di Giovanni di Paolo; la frazione di Vivo d'Orcia, famosa anche per l'antico convento camaldolese dove soggiornò Marcello Cervini che nel 1555 fu Papa Marcello II. Ma soprattutto da vedere i dintorni, i paesi vicini, il territorio circostante, la splendida Valle dell'Orcia.
La chiesa di Santa Maria MaddalenaRestaurata di recente, la chiesa presenta facciata romanica in pietra.
La chiesa di Santi Stefano e Degna
E' il piu importante edificio religioso del paese. Nella cappella intitolata alla Madonna erano presenti tre importanti opere della pittura senese, attualmente conservate presso il museo di Montalcino: una Madonna in trono incoronata col Bambino e Angeli di Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta (1412-1480), che si trovava in origine nella chiesa di Santa Maria Maddalena; la Madonna con il bambino attribuita a Pietro Lorenzetti (morto nel 1348); una Madonna col bambino attribuita a Simone Martini (1248-1344) anch'essa precedentemente collocata nella chiesa di Santa Maria Maddalena.
Piazza Il Vecchietta
Al centro della parte più antica del borgo è la piazza Il Vecchietta sulla quale si affacciano il palazzo del Comune e altri edifici medievali. La piazza è di forma triangolare, in pendenza con al centro un pozzo in pietra risalente al 1618.
Il 43° Parallelo
Per farvi fotografare sotto il cartello che indica il 43° parallelo, non c'è bisogno di un trasferimento impegnativo: il segnale lo trovate a Gallina, frazione di Castiglione d'Orcia sulla via Cassia, all'incrocio del bivio che sale verso Pienza. Come sapete, il nostro globo è chiuso in una gabbia virtuale di meridiani e paralleli, che servono per determinare la posizione geografica dei luoghi. I meridiani vanno da un polo all'altro, e si comincia a contarli da quello di Greenwich che passa su Londra. Quando si passa dall'uno all'altro, bisogna spostare l'orologio di un'ora. I paralleli sono tracciati invece lungo l'asse di rotazione. Lungo i meridiani si misura la latitudine, lungo i paralleli si misura la longitudine. Dall'Equatore, salendo verso il Polo, s'incontrano gli altri meridiani, e proprio a Gallina passa il 43°. Alcuni paralleli sono diventati famosi per vari motivi, soprattutto guerre e lunghe sanguinose battaglie; ma il 43° pare lo sia diventato solo perché passa da Gallina. Oggi Gallina è una manciata di case sulla via Cassia, ma qualche secolo fa era una stazione di posta lungo l'itinerario che dal Nord scendeva verso Roma, dove le carrozze si fermavano per cambiare i cavalli. Si chiamava Osteria della Scala, i passeggeri scendevano per rifocillarsi. Poi risalivano sulla diligenza e riprendevano il viaggio. Visitare Gallina è un'occasione per fermarsi a meditare su come passa il tempo e cambia il mondo. Sostate davanti al cartello e cercate di immaginare i viaggiatori che dal Nord scendevano verso Roma, per il loro "grand tour" alla ricerca dei segni ancora vivi della civiltà che li aveva affascinati attraverso la lettura dei classici.
Rocca d'Orcia
La Rocca a Tintinnano
Arrivando a Castiglione dalla via Cassia, lo sguardo viene attratto dal grande torrione sovrastante il borgo di Rocca d'Orcia, che per avere conservato tutti i caratteri medievali, rappresenta un nucleo di grande interesse architettonico. La Rocca a Tintinnano ha mantenuto intatta l'impronta ricevuta in epoca feudale con la rocca posta sulla cima della collina ed il borgo ai suoi piedi. Si ritiene che il castello avesse la struttura del castello-recinto con la torre con funzione di avvistamento, il cassero con funzioni militari, infine ad un livello piu basso il vero e proprio recinto che in questo caso con la sua cinta muraria racchiudeva tutta la zona sovrastante il borgo e comprendeva abitazioni, strade e piazze.
Il complesso della rocca a Tintinano è aperto al pubblico.
Vivo d'Orcia
Il cuore di Vivo e costituito dall'Eremo, detto anche Contea, che sorge piu in basso rispetto all'abitato che si e formato in epoca più recente. L'Eremo è formato da un gruppo di case dominate dal palazzo dei Conti Cervini e dalla Pieve di San Marcello. Il palazzo Cervini fu in origine un monastero dell'ordine Camaldolese, venne ceduto alla famiglia Cervini nel 1517.
La chiesa di San Marcello
Nel Borgo principale si trova la chiesa di San Marcello che probabilmente era l'originaria chiesa del monastero poi dedicata a Marcello Cervini che fu eletto papa nel 1555.
Bagni San Filippo
Bagni San Filippo deve la sua origine alla presenza delle acque termali con proprietà terapeutiche conosciute fin dall'antichità. Merita una visita il Fosso Bianco, nei pressi del paese, dove scorrono le acque che creano, con i depositi calcarei lasciati dal loro passaggio, un paesaggio con rocce bianche. Da visitare e anche la grotta di San Filippo, scavata in un solo grande blocco di travertino e divisa in due da un tramezzo. La tradizione vuole che qui si sia rifugiato San Filippo Benizi nel 1267 per sfuggire all'elezione a papa e vivere in eremitaggio. Il luogo e meta di preghiera e penitenza.




